giovedì 12 dicembre 2013

Involtini crudisti

In questi giorni non ho nemmeno il tempo di farmi la croce, come direbbe mia madre.
Giusto il tempo di farmi una spremuta che corro al negozio di mia madre a dare una mano e a sentire le lamentele continue dei clienti che hanno sempre qualche nuovo acciacco. " E mangiammuci nu cioccolattino e nun ci pensammu chiu" "E pigliete stu caffè" "Signo e tenete e calzette per fa e sausicc e maiale?" " ma tu si vegetarian, ma sidda magna nu pocu e tutt, basta non esagerare" "ma almeno il pane te lo mangi?"
Insomma torno a casa, vado nell'orto, raccolgo queste prelibatezze e mi faccio questi meravigliosi involtini... "e non ci pensu cchiu"!

lunedì 9 dicembre 2013

Risotto al finocchio con quenelle di ceci e scaglie di tartufo

Negli anni ho sempre pensato che questa casa, questo posto, questo lavoro, era tutto quello da cui dovevo fuggire. Ho sempre odiato il solo pensiero di rimanere qui. Ho sempre giudicato la vita banale e monotona degli abitanti di questi luoghi, gente che ha visto poco e che riesce solo a giudicare la vita degli altri.
Gente di campagna, alquanto ignorante e con facili pregiudizi. Gente che si preoccupa più del fatto che io non mi sia sposata piuttosto che io non trovi una mia stabilità lavorativa.
E mi ritrovo seduta davanti al camino con in mano un'arancia raccolta dal mio albero, per pranzo questi finocchi del mio giardino, con fuori le montagne e il cane che non smette di abbagliare ad ogni uccello che sente cinguettare.
Oggi penso che ho giudicato troppo in fretta quelle persone e questa vita, facendo l'errore di essere io stessa una persona banale con molti pregiudizi.
Mi rendo conto che questo pensiero è un pensiero genuino. La felicità lavorativa non si può fermare a se stessa, ma deve essere condivisa. Cosa andavo cercando..? Un modo per avere dei soldi e sentirmi realizzata per poi avere il tempo di costruirmi la mia vita?
La vita è adesso. Bisogna viverla giorno per giorno senza avere timore di sbagliare. Perché sbagliare fa parte del percorso.
Tornare in questa casa e raccogliere quell'ultimo caco dall'albero che rappresenta l'autunno che io non ho vissuto in questi luoghi, mi fa pensare che forse avrei bisogno semplicemente di contornarmi di gente che mi ama.
..per ora.

domenica 8 dicembre 2013

Spätzle di segale con pesto di rucola e noci

Erano mesi che non pubblicavo una ricetta salata. Ho approfittato di questo ultimo giorno qui a Perugia, in questo splendido casolare dove vivono capre, galline, gatti e cani in perfetta armonia con la natura e con gli umani, per preparare un pranzo domenicale con l'aiuto di Luca che mi ha ospitato e sopportato fino ad oggi. Sarà un buon segno che puliva la cucina canticchiando da oggi non si cucina più?
Insomma, oggi riparto per ritornare al punto di partenza, per prendermi un periodo di riflessione e farmi un piano di battaglia.
Ho paura di prendere una decisione, di sbagliare e di pentirmi di quel che sto facendo. Vivere in questa confusione mi da la libertà di potermi girare e correre su un'altra strada se quella che mi si presenta davanti diventa troppo ripida.
Vedo intorno a me gente che si arrampica per arrivare ad avere un'illusione di un benessere dato da quelle 4 cose materiali, per quella felicità che la società ci ha imposto. L'illusione di una vita serena che crolla appena le piccole certezze non ci sono più. Non pensare,farsi comandare, agire.
Vivere nei parametri di un sistema che ci controlla, che ci spaventa che ci fa vivere in "quel giardino incantato, che non Dio, ma qualcuno per noi l'ha inventato".
Ho paura di scegliere ed arrivare ad aver paura anche io. Vorrei riuscire ad tirarmi fuori da questo sistema di cose, ma come tutti, prima o poi avrò bisogno di soldi per prendere una casa, pagare le bollette, pagare la benzina per andare a lavoro. Ed è proprio questo quello che stavo cercando in questo viaggio.
Ad ogni mia partenza la confusione mi assale. Perché non può essere tutto più semplice?

.. Vi lascio la ricetta di questi Spätzle semplicissimi da fare(almeno loro) e corro a fare i bagagli.

sabato 7 dicembre 2013

Panettone Macrobiotico

Negli ultimi 10 anni ho frequentato spesso il punto Macrobiotico. I primi anni ci andavo perché mi rendevo conto che con 2 euro mangiavo un pasto completo, pasto che non sarei mai riuscita a farmi da sola. Un piatto sano che mi ricordava casa, pieno di verdure, cereali e legumi. Lo stesso pasto che quando facevo ancora il liceo rifiutavo trovandolo spesso per pranzo. A quei tempi non vedevo l'ora di andare a vivere da sola per mangiare tutte quelle schifezze che trovavo sempre quando andavo a pranzo dai miei amici. Mi ricordo ancora quando mi lamentavo con mia madre che non mi aveva fatto i tortellini (confezionati) con la panna oppure i sofficini. 
Mio padre prendeva l'acqua alla fonte e stava li a farmi prediche sul fatto che io la rifiutassi e bevessi cocacola o bitter tutto il giorno.
Ed ecco che ritrovandomi a vivere da sola mi sono data alla pazza gioia, pasta panna e prociutto, pasta e tonno e cotolette ripiene di formaggio e speck.
Quando mi trasferii in quell'appartamento vicino al punto, passandoci spesso davanti, un po' per curiosità, un po' perchè non avevo molta voglia di cucinare, di conseguenza di lavare i piatti, cominciai ad andarci. Così con pochi soldi avevo un piatto pieno di verdure e pensavo alla faccia che avrebbe fatto mio padre se mi avesse visto mangiare così.
Da allora il punto è stato per me come un'ancora di salvezza. 
Molte volte mi sono scontrata con loro per il loro atteggiamento di chiusura e anche io come altri ho preso in giro il loro colorito, ma sono sempre stata affascinata e incuriosita dal loro modo di essere e di affrontare la vita. Anche solo per il fatto di non aderire a certi meccanismi di questa società, di non far parte in pieno di questo sistema consumistico e anche per l'aria di serenità che si respira.
In questa settimana ho avuto modo di conoscere una nuova "adepta" e la sua storia mi ha affascinata al punto di pensare che forse quella potrebbe essere un bel percorso da intraprendere.
Il mio carattere, la mia vita, la mia lunaticità, la mia voglia di scappare da ogni situazione non me lo permetterebbe, ma forse tutta questa confusione mi viene dalle troppe possibilità dalle troppe influenze, la vita che vorrei. Forse come è scritto nel cartello appeso nella cucina del punto, dovrei solo fermarmi e respirare...
.. non quando cucinano pesce però.
Insomma, oggi per il mio primo esperimento sul panettone ho voluto utilizzare ingredienti macrobiotici.
Ecco il risultato.

mercoledì 4 dicembre 2013

Roh kirschtorte

Giorni intensi in cucina a sperimentare nuove combinazioni, con l'odore della legna che arde e il sole che timidamente scalda la cucina attraverso la finestra.


lunedì 2 dicembre 2013

Il Panpepato "raw"

Oggi ero indecisa se fare un panettone, un pandoro, o qualcosa tipo il torrone. Insomma qualcosa che sia adatto alle feste, anche se a casa mia, ormai, non si festeggiano più da tempo e forse l'ultimo ricordo che ho di atmosfera natalizia risale alla mia adolescenza.
Ho pensato che visto che molti blogger pubblicano tutte ricette pertinenti al periodo, forse anche io avrei dovuto adattarmi. Bene! Mi sono adattata, ma ho voluto farlo in versione raw. Spero apprezziate.
..almeno mi sento meno in colpa.